Psicoterapia e sostegno psicologico al bambino

Diverse sono le situazioni per le quali un genitore può sentire l’esigenza di rivolgersi a uno psicoterapeuta.

Spesso succede quando si percepisce che il proprio bambino sta male o sta vivendo un momento di difficoltà, a cui in qualche maniera non si riesce a far fronte.

Lo psicoterapeuta infantile è un professionista, esperto e molto sensibile, che ha dedicato la vita e le proprie competenze alla cura e alla tutela della salute dei più piccoli, dei ragazzi e delle loro famiglie. Offrendo uno spazio protetto, gioca, parla e disegna con loro, accompagnandoli verso la risoluzione del disagio.

È un viaggio alla scoperta di un nuovo equilibrio personale e familiare, che coinvolge inevitabilmente le figure di riferimento che ogni giorno si dedicano e si prendono cura di lui (genitori, tutori, …).

Per questo, qualunque iniziativa o cambiamento utile al bambino, prevede sempre una costante collaborazione con i genitori, con cui si fa squadra comune per ottenere i massimi risultati possibili verso l’obiettivo condiviso.

Come funzona

Un colloquio dura circa 50 minuti.

Ogni percorso di accoglienza/consulenza prevede in genere tre fasi:

  • Da 1 a 3 colloqui con i genitori finalizzati alla comprensione e analisi del problema specifico. Questo primo incontro sarà inoltre l’occasione per fare la reciproca conoscenza e capire il modo di lavorare del terapeuta.
  • Da 1 a 3 incontri con il bambino fatti di gioco, disegno e racconti.
  • 1 colloquio di restituzione con i genitori, in cui si potrà decidere insieme se intraprendere o meno un percorso di accompagnamento più specifico.
  • Di solito ogni 4 sedute con il bambino viene programmato un incontro con i genitori volto al sostegno della genitorialità.

 

In alcuni casi la consultazione può essere già di per se stessa terapeutica.

Una nuova chiarezza sulla natura del problema porta infatti a una maggior fiducia e competenza rispetto alle proprie capacità genitoriali, e quindi su che cosa può essere utile fare o non fare, favorendo inevitabilmente una generale riduzione dell’ansia rispetto alle difficoltà del figlio.